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Leopardi
Traduzioni Italiano-Inglese
 
     
 

Giacomo Leopardi, poeta italiano tra i più amati, nacque a Recanati, che si trova a circa 30 minuti da dove abito. Il suo canto A Silvia è del 1828. Questo è il mio tentativo di renderlo in inglese (1996).

 
     
 
A Silvia

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir
che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando
e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi
al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi
di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor?
perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo
combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.
Anche peria fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negâro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte dell’umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte
ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

  To Silvia

Silvia, do you recall
those days of mortal life,
when beauty sparkled in
your quick and gleaming eyes,
when, glad and pensive, the threshold
of youth you were to rise?

The quiet halls resounded,
and so the streets around,
to your perpetual chime,
while at your female chores intent
you sat, content
of vague tomorrows
in your mind.
It was the odorous May, and that
was how you spent the day.

Discarding sometimes
my beloved studies,
the toilsome papers where
my prime was being consumed,
the best of me,
up on the terrace of the family house
I’d set my ear
to the sound of your voice,
and to the hasty hand
that ran the tiring loom.
I’d view the peaceful sky,
the golden streets, the gardens,
down here the distant sea, up there the mount.
No mortal tongue can say
what in my breast I felt.

What sweet reflections,
what hopes, what choruses, oh Silvia!
How human life and destiny
appeared to us to be!
When I recall
that hope,
affections clutch me so
acute and inconsolable
that still my grief I cry.
Oh nature, nature, why
do you withhold what
first you promise?
Why do you so
deceive these sons of yours?

’Fore winter’s cold had dried the grass,
attacked and conquered
by some closed disease
you died, oh tender one. You did not see
the flowering of your days;
your heart was not caressed
by words of praise for your dark hair,
your loving and reserved looks;
and neither did you talk of love
with friends on days of feast.
Soon were to die my hopes alike:
to my years too
did fate deny a youth.
Alas, how you swept by,
companion dear of my fresh age,
my wept-for hope!
This is that world? These the delights,
the love, the works, the events
we so long reasoned of together?
This is the lot of human folk?
When truth appeared,
you fell, poor one,
and with your hand,
a frigid death,
a naked tomb
you showed me from afar.

 
     
       
 
antonio marinelli traduzioni italiano inglese